mercoledì 6 giugno 2012

La lettera di motivazione

C'era una volta una principessa che doveva scegliere il suo futuro  sposo.
Decise allora di far emanare un bando reale in cui invitava  tutti i possibili pretendenti a inviare una lettera in cui  presentarsi e motivare la propria decisione di diventare i futuri re  e compagni della principessa.
Arrivarono parecchie lettere, ma tutte erano simili tra loro. I  pretendenti si dilungavano a dire quanto erano belli, virtuosi e  predisposti a svolgere il difficile compito di re. Asserivano di  essere disponibili, cortesi e pronti a sacrifici e a un forte  impegno per poter regnare al meglio...
La principessa leggeva e leggeva, ma nessuna delle lettere inviate la  soddisfaceva. Lei voleva sposare un uomo che la sapesse apprezzare,  che avesse notato la sua bellezza e virtù, che conoscesse i suoi  interessi e con cui avrebbe potuto creare una famiglia........ poi  naturalmente era importante che fosse abile nel governo (ma questo -  pensava la principessa - avrebbe potuto impararlo da suo padre e dai  suoi abili consiglieri). Nessuno però riusciva a esprimere nelle  proprie lettere un vero  interesse per lei.
Soltanto dopo molto arrivo una breve e semplice lettera: il giovane iniziava elogiando la principessa. 
L'aveva vista durante le feste, ed era rimasto colpito dalla sua  avvenenza. Ma non solo: sapeva di come la principessa si prodigasse  per aiutare le persone malate e bisognose per dare loro non solo il conforto delle cure mediche, ma anche il calore umano.
Anche lui da  tempo si impegnava in opere di bene e questo lo aveva reso attento e sensibile alle esigenze altrui - virtù questa che poteva certo  essere importante anche per il ruolo di sovrano.
Il giovane sentiva fortemente la responsabilità di dover gestire un  regno, ma credeva che con una sposa virtuosa al fianco sarebbe stato  bello e ogni difficoltà si sarebbe potuta superare.
Fu così che il giovane venne convocato a corte, poté conoscere la  principessa di persona e subito nacque un sentimento d'amore. I due  si sposarono e vissero felici e contenti (FINCHE’ DURO’).

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