Sono stata in aula con 30 giovani laureati a parlare delle competenze soft più richieste dal mercato.
Si è parlato per iniziare di comunicazione: tutti abbiamo bisogno di comunicare in modo efficace e di far passare i messaggi che vogliamo. Ogni volta che apriamo bocca è per "vendere" qualche idea, noi stessi ecc. Abbiamo lavorato per "scoprire" gli assiomi della comunicazione.
Poi abbiamo iniziato a lavorare sul team working: cosa tiene unito un gruppo? cosa lo fa lavorare bene?
E qui è emerso il concetto di leader... ma a nessuno dei partecipanti piaceva questa parola associandole un valore negativo. Forse siamo abituati a pensare al leader come al capo autoritario che da ordini..
Ma leader non è necessariamente questo: leader è anche un facilitatore, un sostegno, una guida...
E poi ciascuno deve essere leader di se stesso: prendere le redini del proprio destino e orientarlo con le proprie scelta. E vero che c'è crisi, ma crisi vuol dire opportunità da cogliere.
Non è vero che per la generazione precedente è stato più facile: anche noi abbiamo avuto il lavoro in nero, le collaborazioni occasionali e i co.co.co... Si tratta di costruire mattone per mattone un percorso in salita verso la nostra cima: non un lavoro, ma il lavoro.
Cosa vuol dire il lavoro? Vuol dire non solo e non necessariamente scegliere cosa si vuole fare "da grandi", quanto scegliere il come, il dove, il con chi.. il contesto del lavoro.
Essere leader di se stessi vuol dire usare bene il proprio tempo e le proprie energie per costruire il proprio futuro.
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