C'era una volta una principessa che doveva scegliere il suo futuro sposo.
Decise allora di far emanare un bando reale in cui invitava tutti i possibili pretendenti a inviare una lettera in cui presentarsi e motivare la propria decisione di diventare i futuri re e compagni della principessa.
Arrivarono parecchie lettere, ma tutte erano simili tra loro. I pretendenti si dilungavano a dire quanto erano belli, virtuosi e predisposti a svolgere il difficile compito di re. Asserivano di essere disponibili, cortesi e pronti a sacrifici e a un forte impegno per poter regnare al meglio...
La principessa leggeva e leggeva, ma nessuna delle lettere inviate la soddisfaceva. Lei voleva sposare un uomo che la sapesse apprezzare, che avesse notato la sua bellezza e virtù, che conoscesse i suoi interessi e con cui avrebbe potuto creare una famiglia........ poi naturalmente era importante che fosse abile nel governo (ma questo - pensava la principessa - avrebbe potuto impararlo da suo padre e dai suoi abili consiglieri). Nessuno però riusciva a esprimere nelle proprie lettere un vero interesse per lei.
Soltanto dopo molto arrivo una breve e semplice lettera: il giovane iniziava elogiando la principessa.
L'aveva vista durante le feste, ed era rimasto colpito dalla sua avvenenza. Ma non solo: sapeva di come la principessa si prodigasse per aiutare le persone malate e bisognose per dare loro non solo il conforto delle cure mediche, ma anche il calore umano.
Anche lui da tempo si impegnava in opere di bene e questo lo aveva reso attento e sensibile alle esigenze altrui - virtù questa che poteva certo essere importante anche per il ruolo di sovrano.
Il giovane sentiva fortemente la responsabilità di dover gestire un regno, ma credeva che con una sposa virtuosa al fianco sarebbe stato bello e ogni difficoltà si sarebbe potuta superare.
Fu così che il giovane venne convocato a corte, poté conoscere la principessa di persona e subito nacque un sentimento d'amore. I due si sposarono e vissero felici e contenti (FINCHE’ DURO’).
BlogJob
mercoledì 6 giugno 2012
lunedì 4 giugno 2012
Esser leader di se stessi
Sono stata in aula con 30 giovani laureati a parlare delle competenze soft più richieste dal mercato.
Si è parlato per iniziare di comunicazione: tutti abbiamo bisogno di comunicare in modo efficace e di far passare i messaggi che vogliamo. Ogni volta che apriamo bocca è per "vendere" qualche idea, noi stessi ecc. Abbiamo lavorato per "scoprire" gli assiomi della comunicazione.
Poi abbiamo iniziato a lavorare sul team working: cosa tiene unito un gruppo? cosa lo fa lavorare bene?
E qui è emerso il concetto di leader... ma a nessuno dei partecipanti piaceva questa parola associandole un valore negativo. Forse siamo abituati a pensare al leader come al capo autoritario che da ordini..
Ma leader non è necessariamente questo: leader è anche un facilitatore, un sostegno, una guida...
E poi ciascuno deve essere leader di se stesso: prendere le redini del proprio destino e orientarlo con le proprie scelta. E vero che c'è crisi, ma crisi vuol dire opportunità da cogliere.
Non è vero che per la generazione precedente è stato più facile: anche noi abbiamo avuto il lavoro in nero, le collaborazioni occasionali e i co.co.co... Si tratta di costruire mattone per mattone un percorso in salita verso la nostra cima: non un lavoro, ma il lavoro.
Cosa vuol dire il lavoro? Vuol dire non solo e non necessariamente scegliere cosa si vuole fare "da grandi", quanto scegliere il come, il dove, il con chi.. il contesto del lavoro.
Essere leader di se stessi vuol dire usare bene il proprio tempo e le proprie energie per costruire il proprio futuro.
Si è parlato per iniziare di comunicazione: tutti abbiamo bisogno di comunicare in modo efficace e di far passare i messaggi che vogliamo. Ogni volta che apriamo bocca è per "vendere" qualche idea, noi stessi ecc. Abbiamo lavorato per "scoprire" gli assiomi della comunicazione.
Poi abbiamo iniziato a lavorare sul team working: cosa tiene unito un gruppo? cosa lo fa lavorare bene?
E qui è emerso il concetto di leader... ma a nessuno dei partecipanti piaceva questa parola associandole un valore negativo. Forse siamo abituati a pensare al leader come al capo autoritario che da ordini..
Ma leader non è necessariamente questo: leader è anche un facilitatore, un sostegno, una guida...
E poi ciascuno deve essere leader di se stesso: prendere le redini del proprio destino e orientarlo con le proprie scelta. E vero che c'è crisi, ma crisi vuol dire opportunità da cogliere.
Non è vero che per la generazione precedente è stato più facile: anche noi abbiamo avuto il lavoro in nero, le collaborazioni occasionali e i co.co.co... Si tratta di costruire mattone per mattone un percorso in salita verso la nostra cima: non un lavoro, ma il lavoro.
Cosa vuol dire il lavoro? Vuol dire non solo e non necessariamente scegliere cosa si vuole fare "da grandi", quanto scegliere il come, il dove, il con chi.. il contesto del lavoro.
Essere leader di se stessi vuol dire usare bene il proprio tempo e le proprie energie per costruire il proprio futuro.
giovedì 22 luglio 2010
Parliamo di CV 2.0 ovvero dell’evoluzione del CV: visual, social, interattivo, dinamico, sempre con voi!
Ormai i consigli su come fare un buon Cv si precano e in rete si possono trovare moltissimi siti che offrono consulenza su come scriverlo al meglio.
E’ molto importante avere sempre a mente le regole d’oro del Cv: sintesi, chiarezza, semplicità… Anche perché c’è sempre meno tempo per leggere e si sa che un selezionatore dedica circa mezzo minuto per leggere (anzi guardare) un CV.
Oggi poi c’è la rete e i CV viaggiano spesso attraverso siti specializzati nel match domanda – offerta oppure tramite e-mail.
Bisogno dunque fare un salto di qualità e iniziare a ragionare in ottica web 2.0: ovvera di un CV dinamico e vivo che parli di voi.
Ecco allora un consiglio: esistono dei siti che possono aiutarvi a capire meglio come muovervi.
Il primo è http://www.easy-cv.it/. Registrandovi gratuitamente potete creare il vostro CV con tutti i vostri riferimenti a Social Network e Blog. Una volta creato il CV basta rinviare al link della pagina in cui si trova per poterlo far visionare o scaricare e stampare (in formato pdf).
La novità qual è? Che il CV è sempre a vostra disposizione on line, che è un CV interattivo che da modo a chiunque di mettesi in contatto con voi e di conoscere le vostre referenze e le vostre attività on line (cosa che sempre più le aziende fanno prima di chiamare qualcuno a colloquio).
La vostra visibilità on line (se costruita in ottica professionale) diventa motivo di interesse per voi da parte delle aziende.
Easy CV per esempio vi da anche la possibilità di pubblicare il CV nel vostro profilo su Facebook.
Eh sì, perché anche il mitico Facebook che per lo più si usa come canale per intrattenersi con amici e per divertirsi può diventare uno strumento per la ricerca del lavoro.
Analogamente il sito http://www.visualcv.com/ (in inglese) vi permette di creare il vostro CV 2.0 con tutti gli annessi del caso offrendovi anche diversi layout grafici.
Quindi un CV in cui le vostre attività on line siano valorizzate e diventino strumento di autopromozione: blog, twitter, facebook, LinkedIn… tutto può diventare strumento per farsi conoscere.
Ovviamente questo significa che dovete iniziare a prendere seriamente la vostra reputazione on line.
Da una recente ricerca emerge infatti: “che, anche se un responsabile delle Human Resources su tre dichiara di non aver mai scartato a priori un candidato dopo aver scoperto che la notte arrotonda ballando la lap dance in perizoma e parrucca in un locale per scambisti, il 36% dei referenti dice di ricorrere all’online per approfondimenti e verifiche, praticamente lo stesso uno su tre. Lo fanno soprattutto per verificare referenze e contatti professionali, per esempio, ma anche per scoprire informazioni private.” http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/tecnologia/gtecnologia.asp?ID_blog=87&ID_articolo=173&ID_sezione=158&sezione=
E poi c’ è il video CV e la video risposta ovvera la versione mediatica del CV cartaceo. Anche qui ci sono molti siti dove potete trovare informazioni e consigli su come muovervi. Vi segnalo questo http://www.videocv.org/, http://www.universita.it/creare-video-cv/ oppure http://www.talkingcv.com/index.html (in lingua inglese)
Naturalmente anche questo strumento deve essere usato con sapienza e con la consapevolezza dei propri obiettivi.
Non basta mettersi davanti ad una webcam e parlare: è bene fare una scaletta delle cose più importanti da dire e mettesi prima davanti ad uno specchio e fare delle prove. Poi ci vuole magari un breve corso di publici speaking per imparare (se serve) un maggior controllo del linguaggio non verbale….
Infine un consiglio utile per tutti i CV e i colloqui, abituatevi a ragionare e a parlare delle vostre esperienze in termini concreti. Gli anglofoni usano l’espressione “what you Made, Saved or Achieved” per indicare che dovete esprimervi sulla base di ciò che avete realizzato, di ciò che avete fatto risparmiare (come tempo, non solo sul piano economico) e su di ciò che avete raggiunto: http://www.internationalgraduate.net/resume.htm. Questo vi aiuterà a dare concretezza e valore alle vostre esperienze (anche quelle di studio o stage)!
Per i giovani laureati i vari servizi Placement presenti ormai in quasi tutti gli Atenei sono un aiuto importante sia per rivedere insieme il CV, ma prima ancora per costruire insieme progetto di carriera e una strategia di ingresso nel mondo del lavoro che sia efficace.
Mi piacerebbe sapere cosa ne pensate…
E’ molto importante avere sempre a mente le regole d’oro del Cv: sintesi, chiarezza, semplicità… Anche perché c’è sempre meno tempo per leggere e si sa che un selezionatore dedica circa mezzo minuto per leggere (anzi guardare) un CV.
Oggi poi c’è la rete e i CV viaggiano spesso attraverso siti specializzati nel match domanda – offerta oppure tramite e-mail.
Bisogno dunque fare un salto di qualità e iniziare a ragionare in ottica web 2.0: ovvera di un CV dinamico e vivo che parli di voi.
Ecco allora un consiglio: esistono dei siti che possono aiutarvi a capire meglio come muovervi.
Il primo è http://www.easy-cv.it/. Registrandovi gratuitamente potete creare il vostro CV con tutti i vostri riferimenti a Social Network e Blog. Una volta creato il CV basta rinviare al link della pagina in cui si trova per poterlo far visionare o scaricare e stampare (in formato pdf).
La novità qual è? Che il CV è sempre a vostra disposizione on line, che è un CV interattivo che da modo a chiunque di mettesi in contatto con voi e di conoscere le vostre referenze e le vostre attività on line (cosa che sempre più le aziende fanno prima di chiamare qualcuno a colloquio).
La vostra visibilità on line (se costruita in ottica professionale) diventa motivo di interesse per voi da parte delle aziende.
Easy CV per esempio vi da anche la possibilità di pubblicare il CV nel vostro profilo su Facebook.
Eh sì, perché anche il mitico Facebook che per lo più si usa come canale per intrattenersi con amici e per divertirsi può diventare uno strumento per la ricerca del lavoro.
Analogamente il sito http://www.visualcv.com/ (in inglese) vi permette di creare il vostro CV 2.0 con tutti gli annessi del caso offrendovi anche diversi layout grafici.
Quindi un CV in cui le vostre attività on line siano valorizzate e diventino strumento di autopromozione: blog, twitter, facebook, LinkedIn… tutto può diventare strumento per farsi conoscere.
Ovviamente questo significa che dovete iniziare a prendere seriamente la vostra reputazione on line.
Da una recente ricerca emerge infatti: “che, anche se un responsabile delle Human Resources su tre dichiara di non aver mai scartato a priori un candidato dopo aver scoperto che la notte arrotonda ballando la lap dance in perizoma e parrucca in un locale per scambisti, il 36% dei referenti dice di ricorrere all’online per approfondimenti e verifiche, praticamente lo stesso uno su tre. Lo fanno soprattutto per verificare referenze e contatti professionali, per esempio, ma anche per scoprire informazioni private.” http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/tecnologia/gtecnologia.asp?ID_blog=87&ID_articolo=173&ID_sezione=158&sezione=
E poi c’ è il video CV e la video risposta ovvera la versione mediatica del CV cartaceo. Anche qui ci sono molti siti dove potete trovare informazioni e consigli su come muovervi. Vi segnalo questo http://www.videocv.org/, http://www.universita.it/creare-video-cv/ oppure http://www.talkingcv.com/index.html (in lingua inglese)
Naturalmente anche questo strumento deve essere usato con sapienza e con la consapevolezza dei propri obiettivi.
Non basta mettersi davanti ad una webcam e parlare: è bene fare una scaletta delle cose più importanti da dire e mettesi prima davanti ad uno specchio e fare delle prove. Poi ci vuole magari un breve corso di publici speaking per imparare (se serve) un maggior controllo del linguaggio non verbale….
Infine un consiglio utile per tutti i CV e i colloqui, abituatevi a ragionare e a parlare delle vostre esperienze in termini concreti. Gli anglofoni usano l’espressione “what you Made, Saved or Achieved” per indicare che dovete esprimervi sulla base di ciò che avete realizzato, di ciò che avete fatto risparmiare (come tempo, non solo sul piano economico) e su di ciò che avete raggiunto: http://www.internationalgraduate.net/resume.htm. Questo vi aiuterà a dare concretezza e valore alle vostre esperienze (anche quelle di studio o stage)!
Per i giovani laureati i vari servizi Placement presenti ormai in quasi tutti gli Atenei sono un aiuto importante sia per rivedere insieme il CV, ma prima ancora per costruire insieme progetto di carriera e una strategia di ingresso nel mondo del lavoro che sia efficace.
Mi piacerebbe sapere cosa ne pensate…
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